lunedì 6 marzo 2017

Due regali per me

"Mamma, guarda un po' cosa c'è sul tuo cuscino?"
I due fratelli saltellano e ridacchiano.
Apro gli occhi dopo essere stata risucchiata in un sonno pomeridiano buio e breve, abbracciata al piccolo ammalato, e trovo due pacchetti accanto alla mia testa.
"Ma cosa sono questi?" chiedo.
Loro ridono e saltellano ancora.
Apro un pacchetto dopo l'altro.
"Allora? Ti piacciono i nostri regali? Sei contenta?
"Eh mamma? Dici che non ricevi mai regali per il compleanno. Ora ne hai ben due!"
"Allora, ti piacciono?"

Rido e dico che si, mi piacciono molto.
"Perchè ridi? Non ti piacciono i nostri regali?"
Rido ancora senza rispondere.

Hanno preso la carta da regalo nuova, quella rossa coi robot.
Hanno preso i bigliettini di natale, lo scotch, la penna indelebile e ci hanno scritto nome e titolo: RACHELE MAMMA.
Hanno cercato la busta dei regalini, quelli che tengo di scorta in caso capiti una necessità improvvisa, e hanno scelto i più adatti.
"Hai visto che bravi? E pensa che non abbiamo speso nemmeno un centesimo, era tutto gratis!"

Ora sono la felice proprietaria di un cavallino di sapone e tre pezzi di Didò.

giovedì 2 febbraio 2017

Ha detto no

"Ehi mamma guarda quel bambino ha le scarpe slacciate! Glielo dico?"
"Certo, diglielo se vuoi"
"Kartoffelnkaputtenskarpenslacciaten!* "
"Weiss ich!" risponde il bambino.

"Mamma, ha detto che lo sa"
"Ho sentito amore. Tu sei stato gentile comunque."

Poco dopo: "Macco perché non chiedi al tuo amico Leon se anche domani c'è lezione di ginnastica?"
"Kartoffelndomanenatletiken?* "
"Nein!" risponde Leon guardando me.

"Mamma, ha detto di no" traduce Macco.

Alcune volte ho come l'impressione che i miei figli vogliano lanciarmi un messaggio fra le righe sulle mie conoscenze linguistiche…


* Naturalmente la sua frase è stata formulata in un tedesco perfetto

lunedì 30 gennaio 2017

Cosa dici sempre?

Da qualche giorno gira in rete un breve test da fare ai propri figli.
Funziona così: poni loro delle domande e poi pubblichi le risposte dei bambini. Semplicissimo!
Senza alcuna intenzione di condividere domande e risposte, ho provato a farlo anche ai miei bimbi, per curiosità.

La prima domanda era "Cosa dico sempre?"
Ecco, chissà, mi chiedevo.
Andate subito a letto?
Sbrigati che fai tardi a scuola?
Conto fino a tre?
Smettila di saltare su tuo fratello?
Chi ha fatto questa terribile puzza?

 Ma la loro risposta (all'insaputa l'uno dell'altro) è stata tutt'altra.
"Dici sempre Ti amo tanto!"
"Dici sempre Quanto mi piaci!"

 Che dire... Per me il test finisce qui, sicura di averlo superato.
Perché per fortuna l'insegnamento più importante ha colpito nel segno!

martedì 24 gennaio 2017

Il fantastico lettino

"Brontolo guarda che il pupo non ci sta quasi più nel lettino" (Il fantastico lettino comprato apposta per lui, side-bed, che adoro perché mi ha svoltato le notti allattanti)
"Vedo. Dovremo prenderne uno più grande"
"Questo è lungo 90 cm, pensavo che fino ad un anno sarebbe andato bene, ma lui è 80 cm già ora… ormai tocca i cuscini in fondo"
"Va bene, ok, ne prendiamo un altro e questo lo vendiamo subito"

Lo vendiamo subito?
Il fantastico lettino side-bed che mi ha svoltato la vita?
La culla dove ho messo a nannina santa il mio piccolo terzogenito?
Quella dove ha dormito sonni sereni e sonni agitati? Che ha visto i suoi primi dentini? I suoi innumerevoli rigurgiti? I suoi primi sorrisi?
Vuoi svendere così una parte dell'infanzia della tua creatura?!?
Come si può essere tanto insensibili…

(Ha ragione lui.
Sono un'accumulatrice seriale.
Non ce la posso fare.
Salvatemi)

lunedì 23 gennaio 2017

Un macabro gioco

Ieri sera ho letto un bel necrologio, di quelli che pensi che veramente il mondo ha perso una persona speciale.
E stamattina, mentre cambiavo le lenzuola ai bambini, ho immaginato il mio, di necrologio.

"E' mancata all'affetto dei propri cari Rachele.
Conosceva a memoria tutti i testi delle canzoni, comprese quelle dello Zecchino d'Oro, ma di Storia non ricordava niente.
Sapeva essere dolcissima e a volte una vera strega-comandacolor.
A volte simpatica, a volte pungente e acida.
Qualcuno la amava, qualcuno no.
La rimpiangono i suoi cari per la rachi-pizza, di cui aveva affinato la panificazione con gli anni, e i suoi grani di kefir, che curava con abnegazione e che senza di lei finiranno in pattumiera.
Amava Carramba che sorpresa e inzuppare i biscotti nel latte di riso."

E ora immagina il tuo.
Se pensi che il mondo intero, forse, non ha poi perso tantissimo dalla tua dipartita, hai due possibilità.
Cambiare vita, viverla al massimo, dare sempre il meglio lasciando tracce uniche del tuo passaggio,  oppure non morire mai.

E' che a volte la seconda soluzione sembra molto più semplice da realizzare…